Quando acquistiamo le capsule o le cialde di caffè, la prima cosa che ci interessa è che abbiano un buon sapore e un aroma invitante. Se siamo buoni intenditori ci chiediamo anche quale sia la miscela contenuta nelle confezioni, ma pochi consumatori sanno che a parte Arabica e Robusta esistono tantissime tipologie di chicchi.
Il caffè appartiene alla famiglia delle Rubiacee, che raggruppa ben 4500 varietà tra cui 60 specie appartenenti al genere Coffea. Di queste, 25 sono le più commerciali per i frutti, ma sono le prime quattro a contendersi un posto di rilievo nel commercio dei chicchi di caffè: la Coffea Arabica, la Coffea Robusta, la Coffea Liberica e la Coffea Excelsa.
CAFFÈ ARABICA
Originaria di Kenya, Etiopia, Sudan e Yemen, l’Arabica è una pianta di tipo “autoimpollinante” che predilige coltivazioni ad alta quota; rispetto alle altre piante coltivate, ha un basso contenuto di caffeina. Considerata la qualità di caffè più pregiata e di successo, la sua coltivazione si è diffusa in tutto il mondo e, ad oggi, il maggior produttore di caffè arabica è il Brasile. Per comprendere quanto il caffè arabica costituisca la gran parte delle coltivazioni mondiali, possiamo affermare che due chicchi su tre presenti sul mercato, siano di questa qualità. Le piante di Arabica prosperano in terreni dotati di minerali, specie quelli di origine vulcanica, situati oltre i 600 metri di altezza. Il clima ideale deve aggirarsi intorno alla temperatura media di 20°C.
I semi si presentano in coppia (generalmente di colore giallo-verde), e sono racchiusi in una sorta di frutto definito drupa. Rispetto ad altre varianti, la forma è tipicamente oblunga.
CAFFÈ ROBUSTA
Anch’esso originario dell’Africa, il caffè Robusta è una variante autoctona del Congo. La provenienza del suo nome non ha alcuna connessione con il suo gusto, bensì con una naturale resistenza a parassiti e malattie varie. Può essere piantata in svariate zone ed è di tipo allogama, quindi può essere impollinata con varie specie andando così a creare più incroci; questa caratteristica la rende facile da coltivare. In confronto all'Arabica, la Robusta offre meno profumi e aromi, ma più corposità. Presenta chicchi giallo bronzeo, di forma tondeggiante.
CAFFÈ LIBERICA
Tra le varietà che si presentano come alternative ad arabica o robusta, figura sicuramente la Liberica. Il chicco di questo caffè ha un aspetto molto più allungato rispetto alle suddette qualità, mentre le foglie della pianta sono più grandi. Proveniente dalle foreste della Liberia e dalla Costa d’Avorio, è una pianta longeva e rigogliosa con frutti e semi grandi quasi il doppio di quelli della Arabica, ed inoltre più resistenti all’assalto dei parassiti. È una pianta che richiede temperatura elevata e abbondante acqua. I suoi chicchi, sebbene di qualità inferiore, danno un caffè profumato e gradevole.
CAFFÈ ECCELSA
Scoperta nel 1904, questa specie resiste bene all'attacco delle malattie e alla siccità. I grani, lasciati invecchiare, danno un caffè dal gusto profumato e gradevole, simile a quello della Coffea Arabica.
Le quattro specie descritte sono le più importanti quanto a redditività delle coltivazioni. Tra le specie di minor adattabilità ricordiamo:
Coffea Charrieriana
La variante Charrieriana è originaria del Camerun e si presenta con una peculiarità rara, ovvero la totale e naturale assenza di caffeina.
Coffea Mauritiana
Da essa si ottiene una bevanda piuttosto amara e inebriante.
Coffea Stenophylla
Si coltiva in Guinea, Sierra Leone e Costa d'Avorio ed è resistente alla siccità. Il profumo dei suoi grani è paragonabile a quello del tè, tuttavia il gusto della bevanda trova discordi i palati degli assaggiatori.
Coffea Racemosa
Dà un caffè poco ricco di caffeina, ma molto profumato.
Kopi Luwak
Il caffè più raro e costoso al mondo arriva dall’Indonesia e viene prodotto in modo discutibile.
Il Kopi Luwak è, infatti, il frutto della defecazione delle bacche di caffè da parte del Zibetto delle palme. Il processo di digestione va a intaccare la struttura stessa del caffè rendendolo più dolce e donando un sapore che ricorda quello del cioccolato. A dispetto dell’origine piuttosto disgustosa, il suo prezzo altissimo lo rende il caffè più costoso del mondo, considerando che un singolo grammo viene pagato 1 euro.
In Italia, difficilmente il caffé viene bevuto in Singola Origine. Per motivi di gusto, di mantenimento nel tempo delle caratteristiche organolettiche, di vendita in differenti aree geografiche e spesso anche di economia, i vari caffé vengono quasi sempre miscelati.
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